PENSIERINI

Hegeliano c.v. ...e pensando al suo pensiero...> il cane prese un giorno ad inseguire la sua coda. ( c.v. = circolo vizioso )

Estetica trascendentale. Dalla magia astrologica all'astronomia: l'uomo ha studiato e studia il cosmo per leggervi una risposta al suo destino.

Retroazione. Se la legge di creazione non ri-creasse sé stessa, potrebbe ancora dirsi tale?

La parte e il tutto. Ogni parte, attuando la propria essenza, contribuisce a realizzare il tutto.

Logica eraclitea. E se un giorno si scoprisse che soluzione all'esistenza fosse proprio la non soluzione stessa?

Verità paradossale. Il paradosso è paradossale solo per la vecchia verità che sostituisce.

Del paradosso. "Sapere di non sapere" è il solo ipotetico sapere dato in dono all'uomo.

Fallimenti filosofici. Una filosofia che non possa spiegare pure le cose più insignificanti o repellenti della vita è già, di per se stesso, fallita.

Prospettive storiche. Il tempo, che nel breve spazio di tempo all'uomo appare rettilineo, potrebbe benissimo essere invece circolare.

Estetica trascendentale. "L'uomo è la misura delle cose", in quanto la nostra essenza è la sostanza stessa apparente nel reale. 

La legge del gioco. Come del gioco è la ri-creazione così è del paradosso (gioco di parole) ri-creare la legge estetica per la quale il cosmo venne un girono all'esistenza.

Prospettive storiche. Come lo spazio curvo all'uomo appare piatto, così nel breve spazio di tempo la legge cosmica razionale.

Logica eraclitea. E' il paradosso, legge del terzo incluso, la contradditorietà coesistenziale.

Vuote astrazioni. Come la pioggia è la forma in cui si manifesta il temporale, ma prima d'esso non esiste, così lo spazio e il tempo sono le forme dell'universo in atto: nate con esso. Vuoto, è dunque la vuota cavallinità della nostra mente. 

Il tutto e la parte. Se per il tutto tutto è buono per la parte in parte no.

Meta-fisica. Che cos'è la metafisica, quando non sia la trascendentale meta posta al fisico, il sostituto laico dell' "al di là" cristiano? 

Punti di vista. La soggettività, più che un errore, è un inferiore punto di vista. 

Del misticismo della ragione. Verità e sapere sono soggetti alla "passione vitale": in quanto la vera conoscenza, salute fisionomica dell'essere, è quell' "eroico furore" stesso. 

Centrare. Poichè il vuoto non esiste l'universo non ha forma e il suo centro è in ogni punto del suo spazio-tempo in atto.

Il tutto e la parte. Se la sostanza tutto accomuna, l'essenza ci divide nei suoi vari modi d'essere.

Verità apparente. Come l'oggetto è un'apparenza, così il sapere intorno ad esso. 

Della divinità. Cosa c'è di più divino delle stelle e il sole? Eppur divengono, sono nate e se ne andranno.

Veritá apparente. Apparenza ed esistenza son lo stesso in quanto ciò che esiste, appare. Dunque, in quanto e per quanto appare, apparenza e verità coincidono. 

Fisionomica. Profezia e divinazione sono la forma magica di ciò che a livello scientifico: prese il nome di fisionomica.

Della profezia. Non è forse profeta chi,  in ogni campo del sapere, più profondamente può interpretare la legge che governa il divenire? 

Vuote astrazioni. Credere al vuoto nasce dall'astrazione dello spazio-luogo particolare; e come non esiste la cavallinità, così non esiste il vuoto, che non sia luogo spazio-temporale.

Apparente obiettività. Obiettivo non è tanto l'uomo impersonale, quanto chi è dotato di maggiore capacità fisionomica nella morfologia della realtà.

Psicosofia. Spiegare il mondo raddoppiandolo è raddoppiare le difficoltà; scambiare la tensione ascendente della vita, idea dell'essere futuro, per un non essere "al di là". 

Universale fantastico. Dire "Zeus fu generato" non è forse dire che anche la potenza viene ri-creata dalla stessa potenza in atto?

Errori scientifici. Errore della scienza non è tanto nelle leggi da lei scoperte, quanto nella mancanza di direzione di chi le usa: ovvero sia dalla mancata inserzione d'esse nella totalità del divenire.

Equivalenze mortali. Così nel sonno come nella morte l'uomo torna alla potenzialità del tutto cosmico; per ritornare nella veglia all'individuo più o meno individuante l'atto cosmico stesso.

Spettroscopia del sapere. Ciò che fu solo un'allegoria poetica oggi è una scientifica realtà: il sapere è luce e dal suo studio il sapere a noi deriva. 

Ni-entologia. Derivare con la logica l'esistenza di Dio vuol dir portare all'estreme conseguenze, dimostrandone i suoi limiti, le virtù d'un discutibile strumento cognitivo. 

Del divenire. Col divenire l'essere passa dalla potenzialità (possibilità), alla realtà attuantesi nei modi o leggi d'esistenza. Gioco, perché è nel gioco che si esprime la potenza, che altro fine non ha se non "ri-creare" sé stessa.

Apparente verità. Non esiste l'errore se non quale verità parziale: legata alle capacità fisionomiche dell'osservatore.

Patologia mentale. L'"al di là" e lo spirito non potevano che nascere nel paese dei miraggi, restando quindi sempre legati: alla sete, a giochi ottici, a scompensi fisiologici.

Del caleidoscopio. Del cosmo verosimilmente possiamo solo dire che si formi e trasformi nel tempo: si trascende alla sua entelechia (sua meta-fisica in atto). Un ex-sistere dal nulla ed al nulla ritornare secondo l'ordine del tempo.

Potenza ed atto. Nulla in potenza è il non essere in atto.

Estetica trascendentale. Sostanza è l'interpretazione che noi diamo alla realtà attraverso l'attuazione d'un suo stesso modo d'essere: la nostra essenza. Essenza che più o meno individuando l'atto cosmico stesso determina una maggiore o minore capacità fisionomica nella risonanza della legge cosmica. 

Illusioni ottiche. E se l'espansione cosmica, come in un caleidoscopio, fosse solo un'illusione dello spazio in divenire (formazione-trasformazione) nel tempo ad esso equivalente? 

Estetica trascendentale. La sostanza(1) in atto(2), se considerata dal punto di vista dell'estensione è spazio (astronomia), tempo dal punto di vista del divenire essere: Entelechia Cosmologica.(1) potenza - potenzialità strutturale ;2) energia spazio-temporale )

Estetica trascendentale. Ciò che i nostri sensi percepiscono: colore, forma, peso, odore, ... la materialità, non son che qualità dell'estensione. 

Della meta-fisica. La metafisica, per non cadere nel ridicolo, dovrebbe solo servire a porre una meta trascendentale al fisico; solo dal suo superamento, la metafisica in potenza diventerebbe meta-fisica in atto. 

Idee trascendentali. Se il daltonismo ora è un difetto della vista ma forse non lo fu in un'età precedente, contro Aristotele, dunque ogni cosa può essere e non-essere contemporaneamente.

Del nulla. E' il vuoto, equivoca astrazione dei cinque sensi umani, la quintessenza della materia in cui la potenzialità appare al sesto senso.

Estetica trascendentale. Materia non è che il nome dato dall'uomo per definire un insieme esteticamente ordinato (idea trascendentale) di qualità apparenti ai sensi umani: principale categoria mentale della vita pratica. 

Spazio tempo. Lo spazio* diviene (si forma e trasforma) nel tempo ad esso equivalente.*(cosmo e tutto quello in esso - diviene non nel vuoto (astrazione) ma nel tempo a cui equivale)

Apparente logica. Se per descrivere la legge estetica del cosmo, come già fece Eraclito, si deve usare un paradosso, è perchè forse appare in ordine: su piccola scala spazio-temporale più confacente ai nostri sensi e all' intelletto dalla cui scala entrambi derivano e dai quali la vita dipende; quale temporanea sincronia del disordine.

Libera necessità. L'universo attuale, più che il migliore, è l'unico mondo possibile: libero prodotto dell'intrinseca necessità del divenire. (La legge del divenire è libera, in quanto determinata solo dall'intrinseca necessità creativa della sua natura.) 

Entelechia. Se "la materia caccia le forme", sua forma massima d'esistere è dunque l'essere.

Psicosofia. Essere, la categoria mentale dello stato compiuto. (Entelechia)

Pietra filosofale. Sapere filosofico è saper unificare le varie leggi scientifiche, fisionomie complementari della realtà effettuale, in una unica legge d'attuazione del divenire dalla potenzialità dell'essere. 

Fisionomia del sapere. Dalle antiche Upanisad a Confucio, la Grecia classica, l'uomo rinascimentale, scopo del sapere fu lo stesso: definire la comune sostanza delle cose (brama, tao, principio, energia) da cui tutto deriva e a cui tutto ritorna stabilendo, dallo studio fisionomico del reale, la legge del suo ciclico divenire di cui ogni cosa esistente è parte (atma, te, areté demone, virtù).

Ideare. Ciò che di solito si suol chiamare vuoto non è il nulla (potenzialità strutturale, potenza) bensì un'astrazione spazio-temporale.

Idee trascendentali. Ogni modo d'essere della sostanza in-potenza è come tale in-finito e quindi finito dal suo essere in atto.

Idee trascendentali. Essere in potenza è l'esistenza in atto, sostanza ed essenza della legge estetica formale.

Essere e divenire. Essere e non essere nel nulla potenziale son lo stesso; solo venendo all'esistenza , l'essere è, in quanto non è altro. Dunque il nulla diviene in quanto e per quanto è ma non esiste.

A misura d'uomo. Se fino a ieri era valida, perchè confermata dal senso e dall'uso, l'umana concezione solida e concreta della sostanza materiale oggi non lo è più: per il sofisticato senso ed uso della tecnologia avanzata.

Illusioni cinetiche. Come nell'uso nautico si può ancora considerare la terra al centro dell'universo così, nel comune uso scentifico, non tanto la formazione e trasformazione dello spazio nel tempo bensì la sua illusione ottica più conseguente: il movimento.

Idee trascendentali. Materia è la principale qualità apparente dell'attuazione estetica del reale, categoria mentale della vita pratica unificante in sé tutte le altre qualità sensibili.

Fisionomia primitiva. Ingenua infanzia della fisionomia, l'illogica logica dell'Aristotelismo.

Idee trascendentali. L'idea sostanzialmente non esiste che come in-finito* modo d'essere, quindi necessita del reale per potersi attuare trascendentalmente alla sua finale entelechia: l'essere in atto.*(non finito; potenziale) 

Essere e digerire. L'importanza del nutrimento sulle doti psico-fisiche: a sufficienza è dimostrato dalle api e le formiche.

Apparente verità. Vi son vari modi di mentire ma molti non conoscono che il più superficiale: dir la loro soggettiva verità.

Dopo Socrate. Solo scegliendo male il male l'uomo può ancora scegliere bene.

Libera necessità. Non è l'individuo bensì l'individualità, solo strumento evolutivo della vita.

I molti e i pochi. Nell'uomo pazzia è la norma razionalità l'eccezione.

Tipi virtuosi. Vi son vari tipi di virtù: la rinascimentale, che nasce dal valore, e la cristiana, da vanità morale.

Dello scetticismo. Se lo scetticismo come metodo d'indagine è alla base d'ogni sano progresso del sapere: lo scetticismo come dottrina ne è la sua ingloriosa fine.

Colpa e peccato. Peccato non è che il disagio psico-fisico di chi va contro un'abitudine: ovvero sia il costume. Di qui la colpa, appetizione non appagata nel soddisfacimento d'uno schema abituale.

Psicosofia. L'unifiacazione sensoriale dell'oggetto col soggetto senziente: avviene secondo le leggi dell'attività mentale, modificate dal dato sensoriale. Leggi a-priori solo in quanto a-posteriori nell'interazione filogenetica della vita sensitiva sulla terra.

Egoismo dell'altruista. Altruismo ed egoismo non sono opposti, variando solo l'oggetto dell'amore: sé negli altri o sè in sé stessi. (Amor proprio)

Apparente verità. Le leggi soggettive del pensare sono oggettive: nella misura in cui l'individuo s'elevi ad individualità.

Rettifica dei nomi. Ai nostri giorni per buono non si intende chi è capace bensì solo chi non nuoce.

Dell'arte. L'arte crea la forma e informa l'uomo per cui è prodotta. Vero è che quando l'arte diventa l'arte in sé: è perchè manca l'uomo, dal quale deriva e per il quale è lo scopo.

Conoscenza riflessa. Sebbene le categorie mentali siano le condizioni del soggetto pensante ciò non invalida una loro oggettiva verità, dovendo l'origine all'interazione della vita con l'ambiente che quella vita rese possibile.

Passione verso passionalità. Se all' eros-eroico (eroico furore) è inerente la creatività, all'eros-erotico l'estasi mistica.

Fisionomia del peccato. Colpa e peccato sono solo di chi và contro un'abitudine: ovvero sia il costume. Di chi cioè non soddisfi l'appetizione abituale di uno schema psico-motorio.

Del misticismo della ragione. Vi è la passionalità, amore irrazionale che fa perdere la ragione (eros-erotico dell'estasi mistica) e la passione: forte tensione al bello che fa penetrare più a fondo lo sguardo nella realtà e nel tempo. (Eroico furore)

Psicosofia. In quanto e per quanto ci garantisce la vita nella conoscenza dell'oggetto da cui viene modificata e da cui deriva, consiste l'oggettività della nostra legge di conoscenza soggettiva.

Psicosofia. Della psicosofia (psicologia applicata alla filosofia) è indagare quanto il sapere umano debba alle nostre categorie mentali, nate nell'interazione filogenetica della vita sensitiva sulla terra.

Eroici furori. I sei sensi senza ragione sono un "non senso", la ragione senza quelli un castello in aria.

Al di là. Spesso attribuiamo alle parole d'un interlocutore significati che vanno al di là della cosa significata dallo stesso

Conoscenza riflessa. Come lo specchio riflette se stesso tramite l'oggetto riflesso: così l'uomo conosce se stesso tramite l'oggetto conosciuto.

Involuzione. Sulla circonferenza d'un cerchio: chi crede d'andare avanti torna invece indietro.